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10/09/11

CADE OGNI LIMITE ALLA DECENZA MORALE- LA BARZELLETTA DI SACCONI CHIAMA A DISSOCIARSI ED A RINNEGARE - ORA

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Che questo fosse il nuovo, il partito dell'amore , che questi fossero i liberali e che fossero quelli che difendavano il concetto di famiglia al "family day" pur dando festini ed boccacceshi ormai nessuno piu' credeva. Salvo alcuni opportunisti che ancora vedevano o vedono nel sistema "berlusconipocritico" ancora una via di successo, almeno personale. Leccatori e ruffiani ne abbiamo visti, nani, ballerine, sindachetti smanettanti per toccare il nano con un indice, servi pagati e servi scambianti cosiccome giornalisti svillire il proprio intelletto pur di rimanere a libro paga, ipocrisie d'ogni tipo , scandali e scandaloni barzellette e barzellettoni. Piccole confuse e compassionevoli compagini di
amministrazioni locali del "popolo della libertà" tentare di fare il verso al loro padrone Silvio, scimmiottando le frasi preconfezionate da marketing di bassa lega. Tutto visto, ci mancherebbe, addirittura ci abbiamo quasi fatto l'anestetica abitudine.Ma " l'ultima" di Sacconi, che non cito e nemmeno riassumo rper rispetto del mio apparato gastrico, ha superato il limite e preoccupa. Comunque la si giri e comunque la si rivolti, e' una barzelletta che, se da un lato fa orrore ed insulta il concetto di donna cosiccome quello d'uomo, maschio, nel citarla, dall'altro era tipica delle soffiate nelle orecchie all'ora della ricreazione quando si era in età puberale. Faceva schifo allora, fa schifo adesso. Aggiungiamo che a
citarla e' uno (Ministro ; sarebbe) del "partito dell'amore" e vicino alla Chiesa più di quanto non lo sia il partito mangiabambini di Bersani. Va bene che in analoghe circostanze, con barzellette piu' blasfeme (la blasfemia riguarda l'insulto a Dio e Sacconi non ha insultato Dio) esponenti vaticani hanno invitato a "contestualizzare" , condonando. ma se la Chiesa, contestualizza e perdona, chi ha un minimo di dignità e rispetto per le donne, categorie di cui fanno parte anche la madre di Sacconi e le sue (eventuali e deprecabili) figlie, non puo' ricorrere alla contestualizzazione ed al condono di una simile lordura dialettica e morale. Siamo davanti ad un degrado totale ed illimitato di una classe dirigente indegna della sommatoria civile di questo paese, comunque migliore di loro. Anime penose, corpi ch esi nutrono alle spalle ed alle spese di cittadini molto piu' dignitosi, menti goffe o malate o quantomeno ferme al medioevo . Storpi membri di una casta che deve autoproteggersi per rimanere "qualcuno" o qualcosa. L'indignazione monta e deve montare ancor di piu' e la dignità umana ed intellettuale, dovrebbe (condizionale piu' di speranza che d'obbligo) portare i seguaci ed i sostenitori di questo governo a riflettere su come possano loro condividere politica, frasi ed atteggiamenti come questi. La pena e' chiara; se credono in Dio non c'e' altra via che la pena eterna , se sono miscredenti, agnostici o atei che dir si voglia , o ipocriti come la maggior parte, rimane la certezza che, di qui a poco (e solo questione di tempo) rimarranno solo dei brutti, lordi ricordi nella mente di tutti. Cosi' proprio come lo sterco del bianco cavallo che, col tempo, lascia solo un alone a terra ed il ricordo, per sempre, dell'odore nauseabondo. E ognuno di noi potrà considerare dov'era e chi votava a quel tempo. Per dignità se non per colore politico. Per la sola dignità della razza umana.Da ultimo un richiamo ad esternare, per chi la prova, la propria indignazione contrapponendosi al soporifero tacere che tanto sa di assuefazione o di anestesia intellettuale. E questo e' molto preoccupante.

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