E' con piacere che pubblico questa nota stampa di Lega Ambiente, Alto ferrarese, ad opera del'amico Albano Gozzi.
Condivido gran parte dei contenuti e pubblico la nota con la speranza di permeare quella cappa di superficialità e qualunquismo che
ancora caratterizzano gran parte dell'opinione pubblica. Una situazione oggettiva, quest'ultima, creatasi in virtù di una carta stampata che elargisce un'informazione deformata. ed orientata a priori a favore di chi meglio puo' gestire, per potere, la "comunicazione" e non l'informazione.
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Il periodo afoso ed estivo non giustificano le banali amenità espresse dai
responsabili Unindustria e Cna per quanto riguarda l'Autostrada Cispadana.
responsabili Unindustria e Cna per quanto riguarda l'Autostrada Cispadana.
Sarebbe bene che, in modo definitivo, spiegassero ai cittadini come si può mitigare la concentrazione di polveri sottili e di ossidi di azoto, che il fiume di quasi 50.000 autoveicoli che giornalmente percorreranno l'autostrada, riverserà nella nostra atmosfera.
Forse con una fila di alberelli? Siamo seri, perché vivere in un luogo come la pianura padana, già ora con tassi d'inquinamento dell'aria tra i più alti del mondo, meriterebbe ben altri approfondimenti. Perché, purtroppo, a questi alti inquinamenti corrispondono alti tassi di forme tumorali nella nostra provincia, anche se non tutte riconducibili a essi.
Certo il problema dell'isolamento viario dell'alto ferrarese è innegabile, ma non si risolve con un'autostrada sotto casa, ma con strade veloci che ci colleghino alle autostrade, come avrebbe fatto la superstrada Cispadana. Infatti, ora ci vuole più tempo a raggiungere l'autostrada del Brennero che, una volta raggiuntala, ad arrivare a Trento.
L'isolamento viario si ostacola anche con strade che permettano un raggiungimento dei capoluoghi senza attraversare e inquinare i centri abitati, mentre le attuali strade sono le stesse che erano percorse dalle carrozze.
Un'autostrada Cispadana ci porta poi fuori dall'Europa, altro che sostegno allo sviluppo.
Mentre tutti s'industriano a spostare il traffico di merci su rotaia, e l'Europa sta predisponendo su ferrovia il Corridoio 5 e la direttrice Verona-Monaco, noi anacronisticamente pensiamo di spostare le merci dal porto di Ravenna al nord dell'Europa su camion, con il bel risultato economico che, quando si raggiungerà Verona, il tutto dovrà essere spostato su ferrovia, perché gli altri paesi, ed anche la regione Trentino, non vogliono attraversamenti su gomma.
D'altra parte una linea ferroviaria da adeguare già esiste: la linea Rimini-Ravenna-Ferrara si raccorda a Porotto con la Ferrara-Suzzara, dove a Poggio Rusco interseca la Bologna-Verona. E con il raggiungimento di Verona, saremmo già alla porta ferroviaria dell'Europa.
Invece, si preferisce un'opera stradale che garantirà per cinquant'anni guadagni e libertà d'inquinamento ai privati.
Una volta, per fare lavorare la gente s'inventavano gli scariolanti. Almeno il loro costruire argini che contenessero le piene, era un utile lavoro. Ora invece si pensa di dare respiro all'occupazione con un progetto non solo inutile, ma anche dannoso all'ambiente e all'economia.
Albano Gozzi – Lega Ambiente







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